PER SEMPRE CAMPIONE: MASSIMO CESARI

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Come forse tutti sapete il giorno 1 agosto 2019 ci ha lasciato Massimo Cesari, a causa di un incidente stradale. Un amico, un fratello per molti di noi della comunità del braccio di ferro italiano. Ci sarebbero fiumi di parole da dire per onorare un uomo tanto amato, noi “della ciat” abbiamo pensato di fare una sorta di intervista postuma, per ricordarlo e soprattutto per stringerci nella sua memoria. 

L’INTERVISTA CHE NON È MAI AVVENUTA

(Daniele Sircana): Un campione nello sport e nella vita che però non ha potuto parlarci di sé. Il destino con lui è stato crudele, e ce lo ha portato via troppo presto. Oggi l’intervista prenderà una forma differente, saremo noi a raccontarlo, saremo noi a parlare del suo modo di vivere il nostro sport, saremo noi, ma meglio i suoi amici più stretti (presenti in chat), a raccontarci come si allenava. Tutti noi dedicheremo questa intervista a Massimo Cesari, un campione del nostro sport ma soprattutto un amico di tutti noi. Potete scrivere quel che volete, suoi aneddoti, oppure fare domande alle quali cercheremo tutti insieme di trovare risposte. Capisco che tutto questo possa sembrare strano ma Massimo meritava una vera intervista e questo è ciò che nel nostro piccolo possiamo fare per lui. Chiedo quindi a tutti la massima partecipazione, basta poco: due righe, una sua frase, un incontro che avete disputato insieme, una trasferta, un allenamento, insomma rendiamo merito a Massimo.

(Marco Brambillasca): È un’idea dolcissima e molto pregevole, benvenuto tra noi Massimo!

(Daniele Sircana): Dai, inizio io con un aneddoto: Massy aveva conseguito molti diplomi per lavorare in palestra, da personal trainer fino a massaggiatore. Era sicuramente molto formato e quando avevi un problema muscolare era sempre pronto ad utilizzare le sue mani e i suoi metodi per aiutarti. Ha spiegato “esercizi antinfiammatori” a tutti, pure a molti campioni presenti in chat. La maggior parte degli attestati conseguiti facevano capo alla ELAV che puntualmente Massy “pubblicizzava” spiegando quanto fossero professionali e preparati nei loro corsi. Ora Massy, da buon tosco/romagnolo, aveva la tendenza a togliere qualche consonante per velocizzare il dialogo ed in questo caso ELAV, diventava (detto velocemente) ELA, e puntualmente la mia risposta era la stessa: “sì, li conosco Massy, prima erano bravi a fare le caramelle Mou” e lui abbassava la testa quasi sconfortato per la demenziale battuta…

(Aleksander Vladaj): Buongiorno a tutti. Avrei voluto che parlasse lui, perché a differenza mia, lui era bravo a parlare e a spiegarsi sia parlando di sé che del braccio di ferro… P.s. lui ne sarebbe uscito subito con un “salciccia non capisci un cazzo”…

(Marco Brambillasca): Allora, io sono della sua leva. In ogni occasione in cui ci incontravamo, ci ripetevamo la stessa frase: “vecchio ma sei ancora qua?”. Poi ci raccontavamo i vari acciacchi e le rogne sul lavoro. Beh, era una specie di appuntamento fisso, a ogni gara ci andavo pensando “gliela dico prima io”. Era un gran bravo vecchio…

(Cristiano Agosto): Molte volte ci siamo incontrati, sia alle gare che in palestra, ma anche alle nostre cene, quelle che organizzavamo con la nostra squadra. Era sempre presente perché ci considerava parte della sua grande famiglia, e anche lui per noi lo era! In gara lo ricordo come il top della sportività e lealtà. Fuori gara troppo simpatico e disponibile con tutti! L’ultimo ricordo che ho di lui è di febbraio 2019 a Livorno, quando durante la cena ci mettemmo fuori dal locale a parlare un po’ dei progetti futuri. In quella occasione ricevette una telefonata di una persona che si era infortunata la caviglia, e anche li fu un piacere sentirlo dare consigli su cosa e come fare per accelerare il processo di guarigione! Era troppo forte, e si sentiva benissimo la passione con cui faceva questo!

(Daniele Sircana): Naturalmente la domanda Madre: come si allenava Massy? Quanta importanza dava alla palestra e al tavolo? Sapete parlarci delle sue routine in palestra e quali esercizi prediligeva?

(Aleksander Vladaj): Un allenamento che si faceva per la velocità è questo: si tirava al massimo ma senza portare giù l’altro, e si doveva resistere 20 secondi e il 20 era pure il go, e ormai stremati si partiva veloce, lui diceva che serviva alla velocità alla resistenza e ai riflessi…

(Fabrizio Castellani): Ricordo che dava molta importanza ad alcuni allenamenti in sospensione (tipo TRX) in cui mi diceva che sentiva proprio lavorare quello che gli serviva e cambiava sempre esercizi e movimenti per allenarsi in modo completo, per un periodo aveva messo dei tasselli all’ingresso di casa (di fianco al barbeque 😀 ) e ci attaccava dei TRX artigianali, andai li un inverno di qualche anno fa mi ha tenuto fuori al freddo 20min. per farmi vedere le potenzialità di quelle “du cinghiette”, altre cose su cui contava tanto erano le rotazioni dei polsi con dei manubrini leggerissimi credo sotto i 3kg mentre manteneva l’isometria con il braccio flesso a 90°… so che in palestra le faceva quasi a sfinimento, per il resto era un Atleta al 100%, sempre attento agli allenamenti, al riposo e alla alimentazione.

(Cristiano Agosto): La mia prima domanda è: come ha conosciuto il braccio di ferro agonistico Massimo?

(Christian Guatta): Non ricordo l’anno giusto, ma tanti anni fa… mi chiamò il mio maestro di kick jitzu chiedendo se poteva dare il mio numero ad un ragazzo che era interessato a provare il braccio di ferro.  Risposi di sì, e la telefonata si chiuse col mio maestro che mi diceva di trattarlo bene, perché era uno determinato ed un tipo che non mollava facilmente… avendolo visto  combattere probabilmente ci aveva visto lungo!! Dopo un paio di settimane ad una gara a Gardone Riviera, durante il peso arriva uno… Piacere sono Massimo, mi manda Fabio (il mio maestro),  dimmi cosa devo fare… Non fece una gran gara, ma prima di andare mi disse: ora ci prendo le misure e poi su quei gradini ci salgo anch’io.!! Detto fatto! Non ci ha messo molto a metterci i piedi sul podio! Aveva la testa giusta per diventare un campione.  Un campione non è tale solo per i risultati, e Massimo era un Signore anche fuori.. Ciao Massy.

(Cristiano Agosto): Quindi tramite un altro sport! Che anno era?

(Christian Guatta) : Dovrei andare a vedere… tra l’altro dopo qualche anno è morto il maestro…

(Aleksander Vladaj): Dovrebbe essere ’99 o 2000…

(Fabrizio Castellani): 2000 direi, nel 2001 hai iniziato tu Ale quindi l’anno precedente. Un amico di suo fratello era di Brescia e gli disse che la federazione era del posto (immagino fosse questo maestro), il resto è quello che ha scritto Cristian.

(Andrea Stella): come si allenava Massimo in palestra?

(Salvatore Ferrazzo): Beh non ricordo come lo chiamava il suo tipo d’allenamento. Se non sbaglio era allenamento alattacido o qualcosa del genere! Poi gli esercizi erano i classici che fanno tutti, ma ogni fine settimana o quasi eccolo là:  “Salvooooo che fai? Senti, lì si allenano, se partiamo a tale ora si arriva etc etc! Il mio compagno di viaggio mi chiamava…

(Fabrizio Castellani): ahahhaha Si… i messaggi audio iniziavano tutti allo stesso modo:
“Bi… Ciao… Sèèèènti….”, e quelli del weekend continuavano “…Domani che fate vi allenate?? Perché se ci siete chiamo Salvo e quel coglione di Vladaj e se viene su a fare du tiri!”

(Cristiano Agosto): E come ha trovato il suo gruppo? La sua squadra?

(Aleksander Vladaj): Non ricordo il primo ragazzo, ma io sono stato il secondo e cominciò con un suo “ehi tu vieni un po’ qua”, e io “e mo’ questo cosa vuole che non ho fatto nulla?”. E mi disse del braccio di ferro, e mi usò come cavia per un po’. E poi in gara legò con Carrara e Margotti e gli altri nelle varie dimostrazioni in giro.

(Cristiano Agosto): Molto determinato!

(Aleksander Vladaj): Determinato, sì. E ti dirò che ha sempre avuto la stessa determinazione e passione come all’inizio.

(Salvatore Ferrazzo): La verità è che è difficile parlare di una persona come Massimo, cosa racconti di lui che gli altri già non sanno? Era così come lo vedi, né più né meno, nessun segreto, nessun odio e se qualcosa non gli andava, o minimizzava o te lo diceva in faccia! Io fui reclutato al centro italia, in quell’albergo a Bettolle quando lo organizzò la Luciana. Mi disse: “senti oh, ma visto che siamo vicini perché qualche volta non ci si allena insieme?” E da lì poi tante di quelle avventure che potrei scrivere un libro. A livello umano lo sapete tutti e a livello sportivo posso dire che ci ho messo anni a imparare come contrastarlo, aveva un tiro strano che non ho trovato in nessun altro, e ricordo anch’io l’allenamento con il go a 20 secondi circa, e lui che ti tiene con due mani. Ricordo anche quando prima delle gare tirava fuori tutte quelle teorie del tipo “dopo la pesa mangia salato e bevi tanto che assimili liquidi e tiri meglio” o quando diceva “non lo so se la carne fa male, ma quando la mangio mi viene un braccio così”…

(Daniele Sircana): È incredibile come questo sport abbia intrecciato le vite di tutti noi seppur provenienti da zone e vite del tutto differenti…Nessuno di voi si è mai allenato in palestra con Massy? Ricordo un mezzo allenamento in una palestra al mondiale in Bulgaria, ma non facemmo uno granché. Ricordo che fece un po’ di lavoro ai cavi…

(Fabrizio castellani): Ad una gara era solo, e fuori gara (in gara vinse o arrivò a podio) io e i fratelli Fabrizi andammo a provarlo… Ci disse che era di Sansepolcro…. Poi la conoscenza è venuta col tempo… Ci siamo visti sempre più spesso…portavamo il tavolo in tutte le feste paesane della zona di Sansepolcro e in Romagna… All’inizio Massi non è mai facile, è comunque un accentratore di attenzioni, e per dei campagnoli schivi e timidi come noi tre non era facile, perché ovunque arrivasse lui i riflettori erano puntati su di noi. Il fatto è che questo nella realtà non è un difetto, ma un suo pregio e nel tempo è diventato insostituibile, e una di quelle persone che quando non c’era lo si avvertiva nell’aria. Poco dopo abbandonai le gare per rientrare nel 2003/2004 e Massimo, Aleksander, Valentino e altri avevano portato avanti quel piccolo gruppo, al mio rientro Massimo era già fra i più forti.

(Luca Alboresi): Io Massimo non l’ho conosciuto come voi e l’ho incrociato solo una volta al tavolo. Ultimo campionato italiano a Monsano, primo tiro master di sinistro: Massimo Cesari. Bene penso io, non per il risultato ma perché è un onore quando si sale al tavolo con dei campioni, soprattutto per me che ho iniziato da pochi mesi. Ci posizioniamo come al solito. Lui dopo 1 o 2 secondi immagino avesse sentito la mano di un principiante, e rimase fermo. Al go non parte e mi accompagna al cuscino. Mi dà la mano. Scendo e penso: che signore è stato. Io lo ricordo così, come un signore. Vorrei chiedere a chi era in squadra con lui che suggerimenti dava a chi iniziava e come li spronasse.

(Daniele Sircana): Salvatore ci racconti di Massy, e della palestra che aveva comprato il tavolo?

(Salvatore Ferrazzo): Ah siiiiii!  L’avevamo trovata su facebook e per il loro primo anno, se non sbaglio avevano scritto che chi avesse battuto il suo campione avrebbe vinto un mese gratis o qualcosa del genere! Comunque arriviamo lì, cominciamo a fare qualcosa con loro e intanto sto tavolo stava là appoggiato, ma non lo tiravano fuori, a noi ci sudavano le mani ma niente, finchè Massi cominciò a rompergli le scatole. Venne così il proprietario, un pelatone iperpalestrato, con le vene che fra un po’ gli scoppiavano! Su via cominciamo! Ed eccolo lì che questo lo guarda e gli fa: “Vai pure”… Massi molto serio gli dice: “Fidati vai prima tu”, e questo parte, ma non si spostava di un millimetro, tira tira questo cambia colore, ma niente, non si sposta. Poi giustamente glielo abbiamo detto e abbiamo tirato un po’ tutti anche con i ragazzi di quella palestra…

(Giovanni Nimis): Direi che Massi aveva una toproll basata al 50% sulla pronazione e al 50% sulla side pressure. Se bloccato, era in grado di applicare anche le altre tecniche, dal gancio al ponte press.

(Daniele Sircana): Decisamente completo tecnicamente quindi

(Giovanni Nimis): Sì.

(Fabrizio Castellani): Nel tempo ha cambiato un po’, la pronazione non arrivava ad essere così preponderante, molta della sua forza era dovuta alla trazione di dorsale e nella mano che aveva sviluppato nel Judo, così come la forza isometrica veramente importante che aveva con il braccio flesso a 90° quando riusciva a flettere un pochino il polso era completamente “nel suo”, bloccato e sentivi una massa unica spostarsi.
Quello che faceva sembrare che avesse una pronazione molto forte era il mix fra flessione del polso e trazione del dorsale unite al movimento delle spalle…. era proprio bravo a fare questi movimenti con una coordinazione fuori dal comune, come detto da Giovanni se invece gli impedivi di fare ciò che voleva… beh improvvisava di tutto quello che gli era permesso pur di portare a casa il tiro.

(Ermes Paganin): Ciao ragazzi lo adoravo quel pazzoide…

(Daniele Sircana): Tutti lo adoravamo, era impossibile il contrario.

(Massimo Tortorici): Massy era trasparente e disponibile, purtroppo è venuto a mancare uno della nostra grande famiglia …UN FRATELLO

(Salvatore Ferrazzo): Massimo per chi non lo sapesse è stato un campione di judo, nella palestra del fratello dove si allenava e insegnava, e continuava a praticarlo…

(Ermes Gasparini): Io ricordo Massy al mondiale in Malesia, dove abbiamo vinto entrambi. Mi ha dato un grandissimo supporto, senza di lui non avrei vinto il mondiale! Era sempre al mio fianco a massaggiarmi le braccia e darmi consigli perfino alla sera veniva in hotel a domandarmi se era tutto apposto! E non ci conoscevamo tanto bene, tra di me ho detto “ che grande persona “ .

Da lì abbiamo legato tantissimo e ogni volta che mi serviva un consiglio di qualsiasi tipo sapevo che potevo contare su di lui… settimana scorsa voleva farmi vedere degli esercizi ed è stato lì a fare un video di 10 minuti per spiegarmi esattamente ogni dettaglio. Ieri vedendo il video piangevo come un bambino, ma mi ha dato una carica per la gara impressionante! Me lo immaginavo sempre al mio fianco ad incitarmi come sempre faceva!  Lo ringrazierò sempre! Una persona così la terrò nel mio cuore tutta la vita! Grazie Massimo!

(Ermes Paganin): Non sono un grande scrittore ma cercherò di trasmettervi l’immagine che avevo di lui e quello che mi trasmetteva. Io vengo dai monti, le persone qua sono molto chiuse, non danno confidenza, o comunque non nello stesso modo simpatico e scherzoso dei toscani, ecco lui per me era questo all’ennesima potenza, straripante, scherzoso, sempre con la battuta pronta, una persona unica che avrebbe interpretato sé stesso in un film di Pieraccioni senza un copione…. Sempre pronto ad aiutare o dire una parola buona per chi ne aveva bisogno…. credo che gli atleti con cui si è scontrato di più siamo io, Daniel Rusu e Pavanello. Prima di ogni nazionale mi diceva sempre “Paganin lo sai vero  che quest’anno ti rompo il culo”. Mi piaceva, era schietto, diretto, solare, sabato sono stato da Pascal, lui mi ha detto “quando succedono queste disgrazie tutti dicono era un bravo ragazzo, lui lo era davvero…”. Gli ho detto di sì, che era una grande persona…

Alcuni dei ricordi più belli della mia vita sono legati al braccio di ferro, e alle trasferte mondiali, con lui ho condiviso dei momenti bellissimi, visitare insieme città favolose, la tensione prima delle gare cercando di supportarci non come avversari ma come compagni di squadra, la festa del dopo gara a prescindere dai risultati…Una sera in Lithuania ha fatto ballare tutte le donne di una sala da ballo latino, ed erano davvero tante… Amava la vita, cercava di godersela al massimo e quando eri con lui stavi bene per questo, perché ti trasmetteva la gioia che aveva dentro… Ci sarebbero 10 milioni di cose da dire su di lui, alcune  troppo private, ma di certo chi lo ha conosciuto non può che non avere un ricordo positivo di massimo… Era davvero un ragazzo speciale… Addio amico mio…

Quando ero nella categoria degli 85 kg. l’avversario più temibile era sicuramente Massimo, non ricordo esattamente l’anno ma al nazionale svoltosi a Livorno era davvero fortissimo, nonostante mi fossi preparato davvero bene in prospettiva di fare un buon open, ho davvero faticato per riuscire ad avere la meglio su di lui. Mi fece davvero tribolare, è una delle poche volte che non vinsi il titolo imbattuto, nel primo incontro della finale mi portò a commettere 2 falli, era davvero forte, dopo mi disse che si era preparato tanto e che si era preparato apposta per me. Detto ciò, avevamo molta stima uno dell’altro, era un combattente, ce la metteva davvero tutta e credo si preparasse in maniera davvero meticolosa senza trascurare nulla. Con gli anni l’agonismo e la voglia di fare bene sembravano persino aumentati, e nonostante io fossi migliorato molto arrivava al tavolo sempre come un guerriero, mettendocela tutta senza mai partire psicologicamente da perdente… Insomma era un temibilissimo avversario che non ho mai sottovalutato, anzi… Uno dei migliori pesi medi italiani…

Era molto orgoglioso della medaglia al mondiale, credo lo considerasse un grandissimo risultato… Abbiamo festeggiato insieme… Era molto contento, mi aveva detto che l’americano era in quel momento inarrivabile ma che comunque si sarebbe preparato per riprovarci.

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(Salvatore Ferrazzo): Penso che il suo obbiettivo fosse proprio il mondiale! Ultimamente si era messo in tiro e sarebbe riuscito a rientrare nella 75kg senza problemi, se non addirittura nei 70kg.

(Aleksander Vladaj): Secondo me l’ambizione di Massimo era quello che c’era da vincere in quel momento o in quella occasione. Lui si preparava sempre per dare il massimo e vincere, di qualunque portata sia stata la competizione.

Inoltre volevo dire che ho perso il fratello, il compagno d’armi, e un grande grandissimo amico che mi ha stravolto tutto quello che mi ero costruito con lui presente e all’occorrenza con il suo aiuto.

(Daniele Sircana): Nessuno di noi potrà mai colmare il vuoto che ha lasciato, ma insieme almeno staremo meglio e lo ricorderemo per la splendida persona che era.

(Fabrizio Castellani): A voi chiedo di non dimenticare l’allegria, la disponibilità e la sua voglia di vivere la vita che secondo me si sta ancora godendo, ovunque egli sia… E poi diciamocelo fuori dai denti: probabilmente starà cercando un po’ di f**a e una palestra dove allenarsi!

(Ermes Paganin): Ci sono cose che non mi sento di condividere, ma credo che una delle sere che ho riso di più in vita mia ero con lui e Ferrazzo in Lithuania…

(Stefano Ballan): Vi ringrazio per aver fatto conoscere Massimo a noi “giovani atleti e simpatizzanti”, io personalmente lo conoscevo solo per nome e scrivendogli in passato su Facebook… Grazie ancora per averci fatto conoscere l’atleta ma soprattutto l Uomo che era

(Aleksander Vladaj): Comunque grazie a tutti delle belle parole e i bei ricordi che avete per Massimo. Quando saranno un po’ più tranquilli li farò leggere ai suoi genitori.

(Frank Lamparelli): Massi: l’uomo dal bacino sciolto. Che serate nei dopo gara e che gran persona!

(Fabrizio Castellani): Ho già scritto e detto molto… Aleksander (soprattutto) e io potremmo scrivere tante altre cose su Massimo ma il ricordo che ne abbiamo tirato fuori da questa “intervista indiretta” ne restituisce più che degnamente l’immagine che merita. Spero solamente che le persone che leggono queste righe facciano tesoro di alcuni dei suoi “segreti” (che segreti non erano, perché lui era un libro aperto), del suo modo di affrontare le gare e di come ha saputo farsi volere bene da tutti.
Ci mancherà tanto ma ci ha lasciato tanto, il suo ricordo come amico e nel mondo del braccio di ferro sarà indelebile. Grazie a tutti.

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Non aggiungo altro.

A presto Massimo!

Marcopower

2 comments

  1. Pingback: L'intervista a Massimo - Romagna Armwrestling
  2. Marco Coppa · agosto 11, 2019

    Ciao a tutti, come spiegato anche a Claudio, il nostro presidente, Io e Max non ci conoscevamo proprio bene, ma siamo sempre stati amici e ci si rispettava, durante le gare, era sempre indaffarato e tante volte, ci ha consigliato e rassicurati, particolarmente all’inizio, quando agli albori, ci allenava al tavolino, spiegando varie tecniche e prese, insomma, sempre disponibile, portato via dalla stessa passione che condividevamo,…la passione per la moto!!.
    Sono rimasto parecchio affranto e per 2 gg, non mi facevo capace e non riuscivo a scrivere, poi rivedendo i video e il suo viso, sereno, come quando lo si incontrava ed ho preso coraggio scrivendo a Claudio e in bacheca. Massimo, che tu possa essere sempre in tutti Noi, in coraggio, forma sportiva( xché era sempre in podio, 1 grande!!.), con il rispetto e la passione e l’amore con cui vivevi la vita.
    Ciao Massimo, resterai sempre nei nostri pensieri!!.❤

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